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venerdì, 20 marzo 2020

ROMA AI TEMPI DEL CORONA VIRUS di Antonio Glielmi

#pilloleANAB: Spunti, riflessioni, idee, resilienza nel periodo dell’isolamento

Roma surreale, sospesa tra la voglia di uscire incontrarsi e il DPCM  che impone la clausura, il “restoacasa”, Roma come non si è mai vista dai tempi dell’ultima guerra.
Cittadini sospesi tra l’incredulità e l’insofferenza, famiglie che riallacciano rapporti e in alcuni casi allacciano rapporti di vicinanza e affetto, famiglie che sclerano per la vicinanza forzosa, rapporti di  vicinato che si allacciamo per la prima volta nei condomini alveari, non solo romani, ma delle metropoli in generale.

Sicuramente a tutti noi, questa situazione  impone delle domande, cosa cambierà (?) nel post virus covid 19, che non arriva da solo ma si pone come il fulcro, di molte coincidenze :

- cambiamento climatico, con tutto quello che comporta:
- scioglimento dei ghiacciai e innalzamento dei mari, inondazioni, siccità;
- invasione delle locuste; 

solo per citarne alcuni

- Disuguaglianza economica e quindi sociale:
- Globalizzazione e quindi interdipendenza economica tra molti paesi ove le produzioni di parti e componenti vengono parzializzate.


una macchina enorme che ha bisogno di molta energia per i trasporti e per l’allocazione dei componenti per il prodotto finale con le conseguenze ambientali che conosciamo.

Potrà continuare così, con “l’insostenibile sostenibilità” verso cui si è andati in questi anni?

Il Virus che ci sta colpendo, molto contagioso, seppure non per forza letale, ha imposto uno stop, forzato e doloroso, non solo per per i contagiati e le loro famiglie, poiché le conseguenze, economiche e sociali, si sentiranno per anni sull’economia mondiale e quindi le ripercussioni ricadranno sull’intera società e saranno importanti.

Bisogna solo augurarsi che, usciti dall’emergenza, avvenga un reale un reale ripensamento dell’attuale modello di sviluppo, e venga finalmente intrapreso un cammino virtuoso verso la sostenibilità ambientale ed economica che non sia solo un apparente  “greenwashing politico “, che porti al ben conosciuto “cambiare tutto, affinché tutto resti com’era”.

Noi Architetti e,  in particolare noi di ANAB  abbiamo il dovere morale di impegnarci per indicare la via verso un sempre più improcrastinabile ripensamento totale delle scelte imposte dal consumismo scriteriato e dal proliferare di inutili proposte commerciali, di quelli che gli economisti chiamano consumi indotti.

Non possiamo più lavarcene le mani, ma dobbiamo impegnarci nel proporre un ruolo e una responsabilità sociale dell’Architetto, indicando e  proponendo alle committenze pubbliche e private Progetti Sostenibili, per ambienti di vita sani che tengano presente la salute dell’ambiente indoor e il rispetto dell’ambiente urbano ed extraurbano .

Nell’augurare a tutti un celere e, per quanto possibile indolore,  superamento dell’attuale crisi sanitaria, invio un saluto e una richiesta d’impegno per un mondo più sano, più sostenibile  e rispettoso della natura.

Roma 17/03/20202

 

Antonio Glielmi – Presidente ANAB

 

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